Come funziona l’Intelligent Tracking Prevention di Apple che fa tremare l’industria pubblicitaria

Come funziona l’Intelligent Tracking Prevention di Apple che fa tremare l’industria pubblicitaria

L’Intelligent Tracking Prevention che Apple ha integrato in Safari su iOS e macOS è un sistema che tutela la privacy dell’utente e che va a limitare le possibilità di tracciamento da parte dei siti web che offrono annunci pubblicitari. Ecco come funziona. AppleInsider ha spiegato nel dettaglio il funzionamento di questa importante novità, che interesserà da vicino utenti, siti web e industria pubblicitaria. Hai mai […]

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L’Intelligent Tracking Prevention che Apple ha integrato in Safari su iOS e macOS è un sistema che tutela la privacy dell’utente e che va a limitare le possibilità di tracciamento da parte dei siti web che offrono annunci pubblicitari. Ecco come funziona.

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AppleInsider ha spiegato nel dettaglio il funzionamento di questa importante novità, che interesserà da vicino utenti, siti web e industria pubblicitaria.

Hai mai fatto ricerche o acquisti su Amazon e poi hai notato che altri siti web ti propongono annunci relativi a quel prodotto? Tutto questo è normale, o almeno lo era fino ad oggi.

Apple ha lavorato diverso tempo per impedire questo tipo di tracking, tanto che la sua nuova soluzione sta già colpendo duramente le aziende pubblicitarie con centinaia di milioni di dollari persi previsti per il 2018.

Questa soluzione si chiama Intelligent Tracking Prevention ed è integrata su iOS 11 e macOS 10.13. Per capire come funziona questo nuovo sistema di prevenzione del tracciamento incrociato, è utile prima spiegare come funzionano i cookie.

Senza entrare nei dettagli, possiamo definire i cookie come frammenti di dati dei siti web che visitiamo. Questi dati vengono salvati sul nostro dispositivo. Un esempio tipico di utilizzo dei cookie è quando un sito web salva le nostre informazioni di accesso, in modo tale da non doverle digitare nuovamente ogni volta che visitiamo quel sito. Questi cookie, detti cookie proprietari, sono utili e sicuri, poiché i siti web possono solo scriverli e crearli quando un utente visita quel determinato sito.

Ci sono poi i cookie di terze parti, i quali servono informazioni o annunci da un determinato sito web mentre stai navigando su un sito completamente diverso. Questi cookie di terze parti sono sempre stati bloccati da Safari, ma con una eccezione, e cioè quando erano stati originariamente scritti come cookie proprietari dopo una visita su un sito web.

Questa eccezione per i cookie proprietari è stata sfruttata da alcune aziende pubblicitarie, che hanno sviluppato soluzioni in grado di scrivere i cookie utilizzando il dominio degli inserzionisti. L’esempio è sempre lo stesso: visiti un sito come Amazon e cerchi un paio di scarpe. A questo punto verrà creato un cookie proprietario per salvare la cronologia delle ricerche. Un volta uscito da Amazon, gli inserzionisti potrebbero accedere a tele cookie proprietario anche in un contesto “di terze parti“, vale a dire anche mentre l’utente non si trova sul sito web originale in cui è stato creato il cookie. Gli inserzionisti possono quindi leggere quel cookie e pubblicare annunci pubblicitari in base a quello che tu hai cercato prima su Amazon. Quindi, visualizzerai annunci di scarpe su tutto il web…

La nuova Intelligent Tracking Prevention di Safari mette delle restrizioni sulla possibilità o meno di continuare a leggere o aggiornare i cookie proprietari quando l’utente non si trova direttamente su quel sito. La soluzione di Apple è questa: fornire a terze parti che vogliono utilizzare i dati dei cookie una finestra di sole 24 ore dal momento in cui un cookie è stato visitato l’ultima volta dal sito originale. Ogni volta che l’utente visita il sito originale, il timer di 24 ore viene ripristinato. Dopo 24 ore dall’ultima visita a quel sito, il tempo è scaduto e il cookie non è più utilizzatile da terze parti.

Ecco perché, anche dopo aver aggiornato ad iOS 11, è probabile che tu stia notando ancora annunci di terze parti su altri siti web. Ma questi annunci dovrebbero scomparire dopo massimo 24 ore, a meno che tu non rivisiti nuovamente il sito di origine (ad esempio Amazon), cercando il medesimo oggetto.

Questo significa che l’accesso ai cookie proprietari da un contesto di terze parti verrà ripristinato solo quando si visiterà nuovamente il sito web principale e, in tal caso, il timer di 24 ore verrà riavviato. Se l’utente non torna al sito web principale entro i prossimi 29 giorni, il cookie proprietario sarà completamente cancellato. Ecco perchè la soluzione ideata da Apple avrà un impatto importante su tutta l’industria pubblicitaria.

L’unico lato negativo di questo sistema è che, se non si accede a un sito Web per un mese intero, alcune informazioni come le credenziali di accesso memorizzate in un cookie e non memorizzate nel Portachiavi possono essere perse e sarà necessario reinserirle come se fosse la prima volta che si entra su quel sito.

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